L’employee advocacy e il social media marketing hanno entrambi l’obiettivo di aumentare la visibilità del marchio e il coinvolgimento sulle piattaforme digitali, ma funzionano attraverso un meccanismo sostanzialmente diverso. Il social media marketing utilizza le pagine aziendali ufficiali per trasmettere messaggi orientati al brand direttamente dall’organizzazione. L’employee advocacy facilita i dipendenti nel condividere le proprie competenze professionali, le proprie intuizioni e le notizie aziendali attraverso le loro reti personali.
Il social media marketing si concentra sulla comunicazione dai canali del brand per costruire notorietà e gestire campagne commerciali. L’employee advocacy si concentra sulla distribuzione tramite i dipendenti, che condividono contenuti autentici attraverso i propri profili personali. Mentre il social media marketing costruisce l’autorevolezza del marchio, l’employee advocacy genera fiducia e una maggiore portata organica attraverso l’interazione umana.
Definizione di social media marketing
Definizione di employee advocacy
Principali differenze strutturali
Interazione strategica tra i due approcci
Cosa dicono i dati sulla differenza tra employee advocacy e social media marketing
Il social media marketing comprende tutte le attività in cui un’organizzazione utilizza i propri canali di brand per raggiungere il pubblico target. Ciò include la pubblicazione di messaggi organici sulle pagine aziendali, la gestione di campagne pubblicitarie a pagamento, il mantenimento dei contatti con i clienti e l’analisi delle prestazioni dei canali.
L’obiettivo principale del social media marketing è gestire e diffondere la voce ufficiale del marchio. I contenuti consistono solitamente in annunci di prodotto, notizie aziendali, promozione di articoli di approfondimento e campagne di brand generali.
L’employee advocacy è la facilitazione e la promozione strutturata dei dipendenti affinché agiscano come ambasciatori dell’organizzazione. Invece di comunicare esclusivamente dalla pagina aziendale, i dipendenti condividono conoscenze rilevanti, intuizioni e aggiornamenti aziendali attraverso le proprie reti sociali.
Questo approccio va oltre la semplice ricondivisione di link del brand. Un’employee advocacy efficace aiuta i dipendenti a mostrare in modo autentico le proprie esperienze professionali e le storie dal campo, supportati da linee guida chiare e da una piattaforma intuitiva.
Sebbene entrambi i metodi contribuiscano agli obiettivi di marketing e comunicazione, differiscono in alcuni punti essenziali:
Mittente e autorevolezza: Il social media marketing parla a nome dell’organizzazione nel suo complesso. L’employee advocacy si basa su professionisti individuali che parlano dalla propria esperienza.
Portata e algoritmo: I post aziendali raggiungono i follower della pagina, mentre la portata organica è spesso limitata dagli algoritmi delle piattaforme. I post dei dipendenti raggiungono reti personali che, nel complesso, hanno dimensioni molto maggiori.
Stile dei contenuti: I contenuti dei canali del brand sono formali, strutturati e strettamente allineati alle linee guida del marchio. I contenuti sui profili personali sono più informali, includono esperienze personali e offrono spazio a una visione propria.
Obiettivo principale: Il social media marketing si concentra sulla generazione diretta di lead, sul riconoscimento del marchio e sul supporto alle campagne di marketing. L’employee advocacy costruisce fiducia, status di esperto, social selling e employer branding.
L’employee advocacy non è un sostituto del social media marketing tradizionale, ma un suo rafforzamento. Un canale di brand professionale fornisce la base contenutistica, le notizie e le storie del marchio da cui i dipendenti possono attingere.
Quando il team marketing pubblica articoli di alta qualità o report di ricerca, il social media marketing ne cura la distribuzione diretta attraverso i canali ufficiali. Un programma di employee advocacy consente poi ai dipendenti di dare a quelle stesse conoscenze una propria interpretazione e di condividerle all’interno della propria rete.
I dati mostrano che il pubblico reagisce in modo diverso ai messaggi delle persone rispetto a quelli delle pagine aziendali.
Fiducia nel mittente: una ricerca di Edelman e altri mostra che i lettori hanno una fiducia significativamente maggiore nelle informazioni provenienti dai dipendenti rispetto alle dichiarazioni ufficiali del brand.
Coinvolgimento e interazione: i contenuti condivisi tramite profili personali ottengono in media un tasso di clic (CTR) doppio rispetto ai post sulle pagine aziendali.
Espansione della portata della rete: sulle reti professionali come LinkedIn, i dipendenti di un’organizzazione hanno insieme in media dieci volte più connessioni rispetto ai follower della pagina aziendale.
Reclutamento di talenti: le offerte di lavoro condivise dai dipendenti generano candidature significativamente più numerose e di qualità superiore rispetto alle offerte pubblicate solo sui canali corporate.